Foto La Girandola di Castel Sant’Angelo

Nel suo trattato “De la Pirotechnia” pubblicato nel 1540, l’artigliere di Papa Paolo III, Vanoccio Biringuccio, descrive così la Girandola: «Al terzo giro tirano molti razzi, i quali sono longhi un palmo che di poi sono andati in alto con una longha coda e che par gli habbino finito, schioppano, e mandan fuori sei o otto razzetti per uno, nella maggiore sommità del castello, dove è l’Angelo attaccato à l’arboro del stendardo, adattato una forma d’una grande stella, che contiene molti razzi».

La Girandola di Castel Sant’Angelo a Roma fu introdotta nel 1481 durante il pontificato di Sisto IV, la sua definizione originaria fu La Maraviglia del Tempo, e veniva realizzata durante la Pasqua, la festa di San Pietro e Paolo o per celebrare l’incoronazione di un nuovo Papa; in questo caso ci riferiamo alla festa romana del 29 Giugno. Il progetto pirotecnico è stato attribuito a Michelangelo Buonarroti, più tardi, Bernini lo avrebbe arricchito e perfezionato durante il pontificato di Giulio II.

La manifestazione è ispirata al miracolo del 29 agosto del 590 dopo Cristo: papa San Gregorio Magno vide apparire l’Arcangelo San Michele sopra la mole Adriana, sotto forma di una luce accecante e nell’atto di rinfoderare la spada, annunciando la fine della terribile peste che colpiva la città. Visto che la peste cessò il giorno seguente, il pontefice cambiò il nome del mausoleo di Adriano in Castel Sant’Angelo; l’evento è stato narrato da poeti come il Belli, scrittori come Dickens e immortalato da pittori del calibro di Piranesi.

Testo estratto e basato sulle ricerche storiche del Cav. Giuseppe Passeri



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