Termoli è uno di quei luoghi che ho inseguito a lungo, che finalmente questa volta ho potuto visitare, a completamento di una bellissima vacanza presso la Costa dei Trabocchi nella zona di Vasto, in Abruzzo. Ha origini antichissime, addirittura preistoriche, probabilmente grazie alla posizione strategica. Chiaramente nel periodo imperiale romano, ci sono resti di ville patrizie che ne confermano l’importanza; durante le invasioni barbariche la popolazione fu costretta a lasciare la costa per rifugiarsi all’interno. Solo con i Longobardi tornò a rivivere, per aver un periodo di luce tra il XII e il XIII.
Non potevo non dedicare un articolo e relativa galleria fotografica ai trabocchi, strutture arcaiche, si pensa addirittura provenienti dai fenici, che hanno consentito ai pescatori del basso adriatico di poter svolgere la propria attività senza avventurarsi in mare aperto, approfittando del territorio roccioso che forma baie protette. Costruiti prevalentemente in pino di Aleppo, molto presente nella zona, sono delle palafitte con pali ancorati nella sabbia o poggiati su roccia, che sostengono una casetta provvista di tutto il necessario per la pesca. Essendo in mare si raggiungono attraverso pontili stretti dalla terraferma.
Residenti a Vasto Marina per queste vacanze alla Costa dei Trabocchi, come mi capita ormai da qualche anno, mi alzo senza grossa fatica all’alba per passeggiare e scattare foto, per poi godermi anche il tardo pomeriggio fino al tramonto. Sono i momenti più belli, la luce è eterea, le poche persone presenti creano un effetto surreale, il silenzio è d’obbligo, anche se talvolta amo utilizzare gli auricolari per crearmi la colonna sonora ideale, che si fonde con il rumore del mare.
Sono lieto di pubblicare gli articoli relativi alla vacanza a Vasto e Costa dei Trabocchi, inizio proprio con Vasto, paese arroccato sopra la costa. Ha antichissime origini, a partire dal XII secolo a.C. con i primi agglomerati urbani composti da comunità greche, illiriche e frentane, per divenire avamposto romano fino alla distruzione da parte dei Longobardi. Ebbe nuova vita grazie al periodo aragonese, che lo eresse a città fortificata; per poi essere portato al rango di città dal 1710 su concessione spagnola.
Non esagero nel dire che Capo Testa con il suo faro è uno dei luoghi più belli che abbia mai visto, a pochi chilometri da Santa Teresa di Galluria sembra un museo a cielo aperto di sculture, e la presenza del faro chiude il cerchio nel dare un fascino indescrivibile al posto. Ma non basta un luogo per lasciare un segno, servono i dettagli e lo stato d’animo giusto. Per primo siamo arrivati presto, per cui il numero esiguo di persone fa sentire più intima la situazione; il vento forte ed il mare mosso creano la tempesta emozionale perfetta, la luce pulita dal vento rende la vista più nitida e la mente più ricettiva.
Bellissima giornata, escursione in barca a vela verso l’Arcipelago della Maddalena, isole di Caprera, Budelli e Spargi; cielo nuvolo migliorerà durante la giornata, questa parte della Sardegna sembra sia stata scolpita e affrescata da artisti di ogni epoca, si fatica a credere che la natura attraverso i suoi strumenti, il vento, l’acqua, la pietra ed il tempo abbia creato tutto questo.
Cosa accade quando la tua fedele compagna di viaggio, la Fuji X-T2, decide di rompersi il primo giorno di vacanza in Sardegna? Inizialmente mi sono sentito perduto, mai successo nulla di simile, avevo scattato solo 6 foto; passato il momento guardo il mio iPhone 7 Plus, quasi sempre snobbato e comincio a fare scatti, non potevo non immortalare i momenti migliori di questa vacanza.
Nella vita alcune volte coincidono gli stati d’animo con i luoghi, dove corpo e spirito si ritrovano in perfetta armonia, quando questo accade, le energie generano un equilibrio, di cui quasi ci si meraviglia. Pur trovandosi in vacanza, non necessariamente ciò accade, alla Spiaggia della Pelosa, in Sardegna invece svegliarsi ogni giorno all’alba per ammirare e immortalare la bellezza del luogo, è stato naturale come bere un bicchiere d’acqua.