Impressioni su Fujinon XF 16-50mm f2.8-4.8 R LM WR

Dopo anni di lenti fisse, che in ogni caso sono di altissima qualità e ti obbligano a ragionare sull’inquadratura, con l’acquisto, qualche tempo fa della Fujifilm X-T5, ho sentito il bisogno di aggiungere al parco ottiche una lente zoom creata appositamente per il sensore X-Trans da 40Mp, il Fujinon XF 16-50mmF2.8-4.8 R LM WR, è un obiettivo zoom standard che copre una gamma di lunghezze focali dal grandangolo 16 mm (equivalente a 24 mm nel formato 35 mm) al medio teleobiettivo 50 mm (equivalente a 76 mm nel formato 35 mm), sostituisce il glorioso zoom kit XF 18-55mmF2.8-4 R LM OIS, che ho avuto insieme alla mia prima Fujifilm X-E1, nel lontano 2013. Le caratteristiche tecniche principali della nuova lente sono, zoom a meccanismo interno con dimensioni che rimangono inalterate, ottimizzazione per il sensore X-Trans™ CMOS 5 da 40,2Mp, molto compatto, peso di 240 grammi, autofocus ad alta velocità e precisione, weather-resistant design, fino a temperature di -10 gradi centigradi, ottica 11 elementi in 9 gruppi (3x aspherical, 3x ED), diaframma a 9 lamelle.



Appena arrivato l’aspetto più sorprendente è stato il peso, talmente leggero da sembrare impossibile, ma allo stesso tempo da una sensazione di compattezza e perfezione tecnologica che conosco bene da quando utilizzo il sistema Fujifilm X-Trans. Una volta montato sulla fotocamera si ottiene un bilanciamento e manualità perfetti, molto veloce autofocus ma ciò che stupisce di nuovo, la silenziosità, non si sente assolutamente nulla. Per la prima volta in vita mia ho uno zoom con meccanismo interno, e devo dire apprezzo molto il fatto che la lente resti compatta anche quando si estende alla massima focale. Per mostrare l’escursione della lente qui di seguito potete visualizzare quattro scatti alle focali: 16mm (24mm equivalente), 23mm (36mm equivalente), 35mm (50mm equivalente), 50mm (76mm equivalente).


L’aspetto più importante riguarda la distorsione, le fotocamere Fujifilm la correggono in camera, scattando in Jpg, ho in automatico la funzione, altrimenti, soprattutto nel grandangolare, l’effetto barilotto sarebbe molto visibile, era il mio timore, perché avendo avuto il Fujinon XF 14mm f/2.8 R, lente che, nonostante sia un 21mm equivalente, non presenta nessuna distorsione dal punto di vista ottico, per cui la fotocamera non deve intervenire. Dopo numerose prove devo dire che la nitidezza è molto elevata e non sfigura assolutamente rispetto a molte lenti fisse, sui bordi c’è un decadimento maggiore di nitidezza ma comunque più che accettabile. Sorprendente la minima distanza di messa a fuoco che permette particolari, che non possono essere definiti macro, ma che aggiungono ulteriore versatilità e possibilità negli scatti. La vignettatura, soprattutto a 16mm è evidente ma facilmente risolvibile in post produzione. Chiaramente da una lente che ha apertura diaframma progressiva da f2.8 ad f4.8 alla massima focale, non aspettatevi uno sfocato morbido paragonabile a lenti con apertura f1.2/f2.8, in quel caso acquistate una lente fissa, io ho il mio meraviglioso Fujinon XF 56mm f/1.2 R, ma esistono molte lenti fisse Fujifilm ottime. Altra particolarità ad f22 genera un effetto stella, grazie alle nove lamelle del diaframma, inquadrando fonti di luce come il sole o lampioni veramente gradevole. Allo stesso tempo alle focali più alte sconsiglio di chiudere il diaframma da f16 ad f22, perché la perdita di nitidezza è evidente. Ora vi lascio ad una serie di scatti di vario genere, ho volutamente creato in alcuni casi, versioni in bianco e colore a dimostrazione degli ottimi risultati a prescindere dalle simulazioni pellicola che si utilizzano. Buona visione.


Vincenzo Sagnotti © Tutti i diritti sono riservati. Si vieta la copia, l’estrazione, il collegamento ed ogni altro uso, in qualsiasi forma, non espressamente autorizzato di ogni materiale ed informazione contenuta nelle pagine del sito.